Il luogo > La località > Ascea-Velia >
ITINERARI
Il correre dei secoli ha lasciato un patrimonio archeologico, architettonico,
artistico e antropologico che esprime, in tutta la sua grandezza,
l’epopea di una civiltà nata nella pianura di Velia e poi raccoltasi
e stratificatasi intorno ai centri storici ed ai piccoli nuclei rurali
arroccati tra le colline dell’entroterra. In questi luoghi i manufatti
e le costruzioni mantengono ancora intatta una struttura urbanistico-architettonica
tardo medioevale.
Nell’abitato della Marina (da cui sono ancora visibili i ruderi della
Torre del Telegrafo) è di rilievo il Palazzo “Alario”, dimora colonica
del XVIII secolo oggi destinata ad attività di alta formazione e sede
di importanti iniziative di cultura e spettacolo. Nel centro di Ascea
Capoluogo risaltano la Chiesa di San Nicola di Bari, la cappella di
Santa Sofia, la Cappella di Sant’Antonio (ove è dipinto un pregevole
affresco dedicato al Santo), il settecentesco Palazzo “Ricci”, già
dimora di Teodosio De Dominicis (uno dei martiri dei Moti Cilentani
antiborbonici del 1828), il Palazzo “Barbarella”, i vicoli e le piazzette
del “Chianu”, “Arretu la Mura”, “’A Villa”, “Malicavaddu”, “’A Sciuscella”,
le vie strette e lastricate del “Vìcu ri li Pimmaròli”, con i portali
in pietra intagliata e ricchi di fregi.
Il paesaggio dell’alta collina è punteggiato dai borghi di Terradura,
Catona e Mandia, dove i ritmi di vita, lontani dal forcing imposto
dal vivere quotidiano, traggono la loro essenza da retaggi ancestrali.
Da Terradura una meravigliosa ed ampia quinta naturale scandisce il
panorama dal mare della Marina fino al Capo La Punta di Acciaroli,
dominato dall’austerità del Monte Stella. L’insediamento è legato
ai monaci italo-greci: la cappella dedicata a Santa Sofia e la chiesa
di San Michele Arcangelo (al cui interno è collocata una splendida
statua lignea della Madonna Addolorata), con il suo splendido campanile
maiolicato, ancora manifestano evidenti segni di questa lontana origine.
Più in alto, a breve distanza, la sommità del Monte Carmelo, in prossimità
del centro storico di Catona, individua il punto più panoramico del
territorio di Ascea-Velia, laddove è ubicato il Santuario dedicato
alla Madonna, una delle sette del Cilento che la fantasia popolare
ha ribattezzato con affetto “le sette sorelle”. Sempre a Catona di
particolare interesse è la Chiesa di San Nicola ove sono presenti
bellissime statue, tele ed arredi liturgici di epoca settecentesca.
A Mandia, la contrada più interna, le mura di fortificazione del borgo
che inglobano due torri angioine a pianta circolare, testimoniano
l’impianto medioevale del borgo, già probabile presidio militare di
Elea-Velia posto a controllo della Valle della Fiumarella. Su di esse
poggia un labirinto di vicoli in cui si trova la piccola chiesa parrocchiale
di San Giovanni Battista.
|